Morbo di Dupuytren,una patologia benigna


 

Morbo di Dupuytren ; una patologia benigna e ben curabile.

Il Morbo di Dupuytren causa una disfunzione prevalentemente meccanica ed è quindi intuibile come il trattamento possa essere preferenzialmente chirurgico.

La terapia conservativa  del Morbo di Dupuytren (Roentegenterapia, vitamina E, infiltrazioni locali con steroidi) è risultata inefficace o per lo meno insoddisfacente. Prima di definire come si interviene con la chirurgia, è, a mio parere utile definire quando è necessario intervenire.

 

Scegliere il momento ideale per l’intervento del Morbo di Dupuytren è un elemento fondamentale per ottenere il miglior risultato nella cura.

E’ utile identificare, sommariamente tre stadi della patologia.

 

  1. Il primo contempla la presenza di noduli palmari con retrazioni cutanee di uno o più raggi senza alcuna difficoltà all’estensione delle dita.
  2. Nel secondo stadio si può osservare un aumento delle dimensioni dei cordoni palmari che evolvono fino alla falange prossimale di uno o più dita impedendo così, anche se modestamente, l’estensione completa delle stesse.
  3. Nel terzo stadio si riscontra un incremento delle dimensioni dei noduli e delle retrazioni al palmo e alle dita con notevole difficoltà all’estensione delle stesse.

 

L’intervento chirurgico consiste nelle asportazione dei noduli e cordoni retraenti dell’aponevrosi (aponevrectomia o fascectomia).

 

Morbo di Dupuytren

Morbo di Dupuytren

Se si interviene nel primo stadio, quando la patologia non ha avuto la sua piena espressione vi sarà una possibilità maggiore di recidive per impossibilità di eseguire una asportazione radicale in quei punti del palmo dove la patologia all’esordio non ha ancora assunto caratteri visibili.

Se si interviene al terzo stadio si rischia di non ottenere la completa funzionalità delle dita in flessione ed estensione, pur avendo eseguito una asportazione completa dei noduli, e di incorrere in misura percentualmente maggiore a rischio di complicanze neurologiche, per sofferenza dei nervi digitali, e cutanee, per necrosi post-chirurgiche della pelle.

 

L’estensione del dito, dopo tanto tempo di flessione coatta, può comportare lo stiramento dei vasi e dei nervi e quindi un danno permanente degli stessi.

Il momento migliore per essere sottoposti all’intervento è il secondo stadio della patologia che può essere indicato solo da uno specialista esperto del settore, essendo la malattia multiforme nelle sue manifestazioni, e talvolta non di semplice interpretazione.

Scegliere il momento idoneo per intervenire equivale a ridurre al minimo le complicanze vascolari e neurologiche, oltre che le recidive della patologia.

Il recupero post operatorio dell’intervento del Morbo di Dupuytren dipende dalla gravità della patologia.

I tempi di guarigione variano quindi, salvo complicanze, dai 30 ai 60 giorni, se consideriamo anche il tempo necessario per un recupero motorio completo della mano.

Per fare onore alla completezza ricordiamo che vi sono forme rare della patologia che sono particolarmente aggressive e considerate “maligne”, anche se il termine malignità, nel caso specifico, non ha alcuna attinenza con le neoplasie.

La malignità consiste in una evoluzione veloce e diffusa dei noduli con una maggior incidenza di recidive locali.

 

Concludiamo tuttavia riconfermando che la persona affetta dal Mordo di Dupuytren se curata nei tempi giusti con le dovute modalità ed in ambito superspecialistico può godere nella maggior parte dei casi di una guarigione completa.

 

I contenuti hanno un carattere puramente informativo e NON devono essere in alcun modo interpretati come sostituenti la visita medica, ossia consigli, diagnosi, prognosi e/o indicazioni di trattamento da parte di medici, operatori sanitari e specialisti, ai quali è sempre opportuno e doveroso fare riferimento per qualsivoglia problema di salute. Modulo di contatto