Protesi anca intervento; quando è necessario e il suo scopo


Protesi anca intervento: Il deterioramento dell’articolazione dell’anca può talvolta comportare una grave limitazione dell’autonomia dell’individuo ed un intenso dolore ai movimenti.

Cure farmacologiche

Quando le cure farmacologiche ed infiltrative risultino essere insufficienti, l’approccio curativo generalmente più indicato risulta essere l’intervento di protesi d’ anca, che consiste nella sostituzione dell’articolazione con elementi metallici che permettono il recupero del movimento e l’eliminazione del dolore.

Intervento protesi anca

protesi anca intervento

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Essendo l’intervento di artroprotesi dell’anca da considerarsi fra gli interventi ortopedici maggiori, richiede una adeguata preparazione (prericovero), un ricovero nel reparto ortopedico generalmente per circa 3-5 giorni e il proseguimento delle cure riabilitative per qualche mese.

L’intervento di protesi all’anca non comporta molto dolore postoperatorio, il quale tuttavia è variabile a seconda della soglia del dolore individuale.

Allo scopo di ottenere il miglior risultato possibile dall’intervento di artroprotesi dell’anca, si deve instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione intensa fra i medici (ortopedico, anestesista, fisiatra) e il paziente.

Infatti il successo dell’intervento non è dato solo dall’atto chirurgico, ma dal corretto e attento svolgimento di tutte la fasi del percorso diagnostico, terapeutico, chirurgico, anestesiologico e riabilitativo, attuato attraverso una sintonia di intenti.

L’anestesia indotta generalmente è quella spinale, che presenta la minor incidenza di complicanze ed effetti collaterali, anche se in taluni casi non è escluso il ricorso all’anestesia generale.

L’intervento chirurgico di artroprotesi dell’anca, a seconda dei casi specifici, può durare in genere dai 45 ai 90 minuti.

Diverse sono le vie di accesso utilizzate per accedere all’articolazione dell’anca e numerose sono le protesi impiantabili (vedi: “La protesi”).

Oggi è possibile avvalersi di approcci meno aggressivi di un tempo e di protesi mini-invasive (vedi protesi mini-invasiva)

E’ importante che il chirurgo ortopedico abbia nel suo bagaglio culturale le capacità di approcciare all’articolazione dell’anca con una gamma di metodiche chirurgiche e con modelli protesici diversi, tali da affrontare le diverse condizioni patologiche, relativamente all’età e al peso del paziente, alle esigenze funzionali, alle caratteristiche dell’articolazione e alle condizioni dell’osso.

I contenuti hanno un carattere puramente informativo e NON devono essere in alcun modo interpretati come sostituenti la visita medica, ossia consigli, diagnosi, prognosi e/o indicazioni di trattamento da parte di medici, operatori sanitari e specialisti, ai quali è sempre opportuno e doveroso fare riferimento per qualsivoglia problema di salute. Modulo di contatto