Complicanze protesi anca,durante post e a distanza dall’intervento

complicanze protesi anca

Le possibili complicanze della protesi dell’anca sono numerose e di gravità variabile. Si suddividono in:

  • complicanze durante l’intervento (intraoperatorie),
  • complicanze appena dopo l’intervento (post-chirurgiche)
  • complicanze a distanza dall’intervento.

Complicanze protesi anca intra-operatorie:

Fratture del femore o dell’acetabolo (1-2%), che si possono verificare durante la preparazione dell’osso. Sono in genere riparabili immediatamente.

Lesioni neurologiche del nervo sciatico, possibili nelle vie chirurgiche posteriori (1%). Se il nervo viene solo stirato il recupero della sensibilità sarà veloce. Talvolta la lesione può esitare in paresi con difficoltà ad alzare il piede e zoppia (0,5%).

Lesione neurologiche del nervo femoro-cutaneo superficiale, possibili nella via anteriore diretta mini-invasiva (1%). La lesione può esitare in una transitoria o persistente alterazione della sensibilità nella zona antero-esterna della coscia.

Dismetria degli arti. Talvolta, per questioni tecniche non è possibile ottenere la stessa lunghezza degli arti. Le dismetrie in genere sono modeste e accettabili.

Perdite ematiche eccessive, risolvibili con infusioni di sacche di sangue omologo o eterologo.

complicanze generali e di pertinenza anestesiologica (cardiovascolari o legate all’induzione dell’anestesia)

Complicanze protesi anca postchirurgiche:

  • Infezione protesi anca (1-2%). E’ una complicanza della protesi dell’anca grave, perché potrebbe comportare l’espianto della protesi.
  • Lussazione protesi anca. Nella via postero-laterale è del 2% circa. Nella via anteriore mini-invasiva è meno dell’1%. Talvolta richiede un ulteriore intervento chirurgico.
  • Persistenza del dolore senza motivi riconoscibili (raro)
  • Persistenza della zoppia per insufficienza permanente del muscoli glutei (solo negli accessi chirurgici posteriori.

Complicanze protesi anca a distanza dall’intervento:

  • Mobilizzazione della protesi (5% nei primi 10 anni; 30% entro i 25 anni). Comporta necessariamente un intervento chirurgico di sostituzione degli elementi protesici.
  • Ossificazioni peri-articolari (paraosteoartopatie). In genere si formano lentamente e non comportano alcun dolore o limitazione del movimento. Raramente richiedono un intervento chirurgico.
I contenuti hanno un carattere puramente informativo e NON devono essere in alcun modo interpretati come sostituenti la visita medica, ossia consigli, diagnosi, prognosi e/o indicazioni di trattamento da parte di medici, operatori sanitari e specialisti, ai quali è sempre opportuno e doveroso fare riferimento per qualsivoglia problema di salute. Modulo di contatto

APPROFONDIMENTI

Vantaggi della tecnica chirurgica mini-invasiva di protesi d’anca


Informazioni su Pietro Girardi

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Verona Specializzato in Chirurgia Mini-Invasiva Anca e Chirurgia della Mano Microchirurgia Ricostruttiva. Socio S.I.O.T. (Società italiana di Ortopedia e Traumatologia) - Socio S.I.C.M. (Società italiana di Chirurgia della Mano).