Sindrome del tunnel carpale: cause, diagnosi e trattamento


La sindrome del tunnel carpale è’ una patologia molto diffusa che colpisce prevalentemente le donne nel periodo peri e post menopausale.

Tuttavia può verificarsi negli adulti a qualsiasi età.

La sindrome del tunnel carpale nella fase iniziale si esprime generalmente con delle parestesie saltuarie (“formicolii”) alle prima tre dita della mano.

Successivamente le parestesie si presentano sempre più frequenti fino a diventare costanti nelle ore notturne.

Nelle fasi più avanzate porta alla perdita della sensibilità e della funzione della mano.

Cause sindrome del tunnel carpale:

La sindrome del tunnel carpale è dovuta ad una compressione del nervo mediano al palmo, dove passa all’interno del canale del carpo.

Nella maggior parte dei casi la S. del T. C. è dovuta alla variazione dell’assetto ormonale nel periodo perimenopausale che comporta una alterazione tissutale edematosa con conseguente compressione del nervo mediano (S.T.C. primitiva o essenziale).

La sindrome del tunnel carpale può essere secondaria anche ad altre patologie: tenosinoviti dei flessori del polso; esiti di fratture di polso; sindrome algo-distrofica; neoformazioni di vario tipo.

Diagnosi:

Si esegue diagnosi di Sindrome del Tunnel Carpale in base al territorio delle parestesie, alla positività di sintomi e segni specifici verificabili dallo specialista ortopedico e alla esclusione di altre patologie neurologiche.

L’esame strumentale che conferma il sospetto clinico è l’elettromiografia (EMG).

Trattamento:

i tutori di posizione da applicare di notte hanno una funzione esclusivamente palliativa per diminuire i sintomi.

L’intervento chirurgico mini invasivo, che si esegue con una mini-incisione al palmo rappresenta l’approccio più risolutivo per le forme essenziali della sindrome del tunnel carpale.

Prevede la sezione del ligamento trasverso del carpo e la decompressione del nervo mediano.

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La sindrome del tunnel carpale nelle forme secondarie potrebbe necessitare di un intervento chirurgico con una incisione più ampia, allo scopo di eliminare la causa specifica della compressione del nervo mediano.

Dopo un breve periodo di riposo la mano può essere utilizzata in modo spontaneo, senza tuttavia eseguire sforzi soprattutto con il pollice per circa un mese dall’intervento chirurgico.

La ripresa delle attività lavorative non manuali può avvenire anche prima di trenta giorni.

 


Informazioni su Pietro Girardi

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Verona Specializzato in Chirurgia Mini-Invasiva Anca e Chirurgia della Mano Microchirurgia Ricostruttiva. Socio S.I.O.T. (Società italiana di Ortopedia e Traumatologia) - Socio S.I.C.M. (Società italiana di Chirurgia della Mano).