Protesi mini-invasiva dell’anca – premessa
Il candidato ideale della tecnica di impianto di protesi mini-invasiva anca, per essere sottoposto all’intervento deve essere un paziente innanzitutto motivato ad ottenere in tempi brevi il massimo risultato funzionale previsto.
La mini-invasività dell’accesso chirurgico, prevede una conservazione maggiore dei muscoli e dell’osso.
Per questo motivo permette una ripresa della deambulazione e un recupero dell’equilibrio in tempi rapidi. Non vi sono perciò strette limitazioni relative all’età anagrafica.
Protesi mini-invasiva anca: analisi delle condizioni generali
- Per le protesi mini-invasive a stelo corto è preferibile un paziente che abbia ossa in buone condizioni e non osteoporotiche.
- Per questo motivo sono maggiormente candidate le persone non anziane.
Talvolta, una eccessiva massa muscolare e/o adiposa può rappresentare qualche difficoltà tecnica all’accesso mini-invasivo anteriore. Quindi il candidato ideale non è obeso.
La scelta di una via chirurgica mini-invasiva o di una protesi rispetto ad un’altra non è stabilita tuttavia secondo parametri rigidi.
Anestesia nella protesi di anca mini invasiva;spinale e generale
Conclusioni
Il candidato alla tecnica mini-invasiva viene scelto dopo aver soppesato vari aspetti, come l’età, le condizioni generali, il volume corporeo, le caratteristiche dell’articolazione la qualità dell’osso e le esigenze funzionali. Bisogna tuttavia ricordare che interventi chirurgici con approcci totalmente diversi possono infine condurre al medesimo buon risultato, se eseguiti da mani esperte. La “mini invasività” è un concetto ampio che non prevede solo delle incisioni brevi ed estetiche ma il minimo danno a tutti gli elementi biologici che sono coinvolti nell’atto chirurgico, e cioè, l’osso, i tendini, i muscoli, le fasce. Non da ultimo è da considerarsi mini invasiva una minor perdita di sangue.