La riabilitazione della protesi di anca. Percorso riabilitativo


Riabilitazione della protesi di anca

La riabilitazione della protesi di anca ha inizio ancora prima che sia eseguito l’intervento chirurgico. E’ importante infatti giungere all’intervento con un tono muscolare il più valido possibile.

Per un efficace percorso riabilitativo è quindi raccomandabile eseguire, nei limiti di ciò che può concedere la limitazione funzionale ed il dolore dovuto all’artrosi, attività fisica di mantenimento prima dell’intervento chirurgico.

Protesi anca mini invasiva riabilitazione

Protesi anca mini invasiva riabilitazione

Riabilitazione della protesi di anca: fase iniziale

In genere l’intervento chirurgico di protesi di anca prevede un ricovero nel Reparto di Ortopedia per 3 o 4 giorni, allo scopo di superare la fase acuta. Già in questa fase ha inizio la riabilitazione della protesi di anca, con  tempi e intensità diversa a seconda delle esigenze del paziente.

L’ intervento chirurgico mini-invasivo permette spesso di iniziare la riabilitazione della protesi di anca fino dal primo giorno, se non dopo qualche ora (fast track), dopo l’intervento chirurgico con la mobilizzazione dell’arto e l’inizio della deambulazione.

La riabilitazione della protesi di anca: seconda fase

La riabilitazione della protesi di anca verrà intensificata dopo tre o quattro giorni dall’intervento nel Reparto di Rieducazione Funzionale per 10 o 15 giorni attraverso diverse fase di cura:

  • Apprendimento delle precauzioni per prevenire la lussazione della protesi.
  • Recupero del movimento e della funzionalità di tutto l’arto.
  • Correzione dello schema del passo.
  • impostazione immediata del cammino con stampelle e con carico parziale progressivo.
  • Cyclette.

La riabilitazione della protesi di anca nei pazienti più giovani sottoposti ad intervento chirurgico mini-invasivo, può essere molto breve (fast track).

La riabilitazione della protesi di anca: terza fase

Dopo la dimissione dal reparto di Riabilitazione, seguirà la fisiochinesiterapia presso un centro specializzato o a domicilio, allo scopo di raggiungere:

  • Il completo recupero del movimento (ROM).
  • Rinforzo muscolare
  • Esercizi per l’equilibrio.
  • Il miglioramento del passo per raggiungere l’autonomia, prima con due stampelle, poi con una controlaterale, infine senza ausilio di stampelle.

La riabilitazione della protesi di anca: fase finale

La riabilitazione della protesi di anca

La riabilitazione della protesi di anca – dott. Girardi Pietro

Raggiunta la completa autonomia, per terminare il percorso riabilitativo, è consigliabile la ripresa ed il mantenimento di una attività fisica adeguata (lunghe camminate, nuoto, ginnastica dolce).

I pazienti più giovani possono riprendere gradualmente l’attività sportiva a basso impatto, evitando  la corsa i salti e i movimenti sportivi che comportino rischi di lussazione.


Informazioni su Pietro Girardi

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Verona Specializzato in Chirurgia Mini-Invasiva Anca e Chirurgia della Mano Microchirurgia Ricostruttiva. Socio S.I.O.T. (Società italiana di Ortopedia e Traumatologia) - Socio S.I.C.M. (Società italiana di Chirurgia della Mano).