Algodistrofia, sindrome regionale complessa; cause e terapie possibili


Algodistrofia o sindrome algodistrofica o causalgia trova la sua definizione più corretta sotto il profilo scentifico in: CRPS: Complex Regional pain sindrome,  ovvero Sindrome Dolorosa Regionale Complessa. E’ una sindrome (insieme di sintomi e segni) la quale in genere ha un esordio acuto e poi tende a cronicizzarsi. I sintomi più frequenti sono il dolore,  le alterazioni della sensibilità e la difficoltà al movimento dell’arto colpito. I segni locali principali possono essere: il gonfiore, le alterazioni della temperatura dell’arto e l’ipersudorazione. E’ più frequente nelle persone con patologie croniche, con sindromi ansiose-depressive e con alterazioni dell’umore.

Cause dell’algodistrofia:

Dell’algodistrofia non si conoscono le causeFrequentemente avviene dopo traumi o successivamente ad interventi chirurgici eseguiti alle estremità, ma molto spesso, prevalentemente negli anziani, può avvenire senza causa apparente. Non si conoscono ne il motivo di innesco della patologia, ne i meccanismi biochimici che la mantengono come patologia cronica.

Diagnosi della algodistrofia:

Molto spesso il difficile inquadramento della algodistrofia porta ad un ritardo di diagnosi con conseguente cronicizzazione della patologia. E’ importante quindi un corretto approccio diagnostico. I criteri diagnostici dell’algodistrofia sono stati maggiormente definiti recentemente a Budapest (vedi Criteri di Budapest e diagnosi dell’algodistrofia). Oltre a tali possono essere utili delle indagini strumentali come l’esame radiografico, la risonanza magnetica, la scintigrafia trifasica ossea, e più raramente la termografia, ed esami prettamente neurologici come il test del riflesso assonale quantitativo submotorio e il blocco del simpatico, il quale ha anche un funzione terapeutica.

Epidemiologia dell’algodistrofia:

è una patologia tutt’altro che rara avendo una incidenza assai elevata nella popolazione. Colpisce maggiormente sopra i 65 anni. Le donne sono colpite più degli uomini con un rapporto di circa 4:1. Gli arti superiori (55% – 65%) sono maggiormente colpiti degli arti inferiori (35% – 45%).

Terapia della algodistrofia:

L’approccio terapeutico farmacologico iniziale nelle fasi acute prevede l’utilizzo di cortisonici ed eventualmente di antidepressivi triciclici, per  quei paziente particolarmente ansiosi che faticano ad accettare la persistenza dei sintomi della patologia. Una funzione adiuvante potrebbero avere le cure fisiche (C.E.M.P.: campi elettro magnetici pulsanti) e le terapie riabilitative. Nei casi più persistenti potrebbe venire utile il blocco del simpatico eseguite dal terapista del dolore (Esempio: iniezione di anestetico per blocco del ganglio stellato). La classe di farmaci antidolorofici più indicata sono gli oppioidi (codeina, ossicodone tramadolo) e i bifosfonati intramuscolo e endo vena.

I contenuti hanno un carattere puramente informativo e NON devono essere in alcun modo interpretati come sostituenti la visita medica, ossia consigli, diagnosi, prognosi e/o indicazioni di trattamento da parte di medici, operatori sanitari e specialisti, ai quali è sempre opportuno e doveroso fare riferimento per qualsivoglia problema di salute. Modulo di contatto


Informazioni su Pietro Girardi

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Verona Specializzato in Chirurgia Mini-Invasiva Anca e Chirurgia della Mano Microchirurgia Ricostruttiva. Socio S.I.O.T. (Società italiana di Ortopedia e Traumatologia) - Socio S.I.C.M. (Società italiana di Chirurgia della Mano).