La chirurgia mini-invasiva dell’anca: storia di una tecnica chirurgica


La chirurgia mini-invasiva dell’anca ha un inizio lontano e ha attraversato vari fasi, prima di essere riconosciuta come tecnica chirurgica fondamentale da tenere nel bagaglio del chirurgo ortopedico.

Nel 1826 il dott. John Barton già utilizzava questa via di accesso per il trattamento dell’artrosi dell’anca, eseguendo l’osteotomia del grantrocantere.

Nel 1923 gli ortopedici Heuter e Smith Petersen diedero lo sviluppo e la divulgazione maggiore a questa via chirurgica (che infatti prende il loro nome) utilizzandola per le prime protesi d’anca (coperture delle teste femorali con coppe in vitalio).

La via anteriore mini-invasiva fu utilizzata per il trattamento dell’artrosi d’anca per la prima volta in Italia presso gli Istituti Rizzoli di Bologna dal dott. Francesco Delitala nel 1947, per posizionare una endoprotesi.

Negli anni successivi le diverse scuole ortopediche hanno sviluppato diverse tecniche chirurgiche per l’impianto di protesi, cercando di realizzare la migliore chirurgia mini-invasiva.

Oltre la via anteriore diretta mini-invasiva di Smith Petersen, furono approntate le vie laterali (Hardige, Bauer, Watson-Jones), la via postero-laterale (Austin Moore) e la via posteriore (Kocher).

In questi anni di grande fermento scientifico nell’ambito delle protesi di anca, grande attenzione è stata rivolta anche ai materiali, ai disegni protesici e alla tribologia (accoppiamento fra testina e inserto del cotile).

Fino a quando questi settori non hanno condotto ad una affidabilità dei modelli protesici, le vie di accesso  e la chirurgia mini-invasiva dell’anca non hanno potuto rappresentare un valore aggiunto.

Le vie di accesso all’anca con maggior diffusione in epoca pre-internet sono state le vie postero-laterali e quelle laterali.

La tecnica chirurgica mini-invasiva anteriore diretta era utlizzata esclusivamente in centri con poca risonanza internazionale.

La chirurgia mini-invasiva, grazie alle evidenze scientifiche confortanti e alla facilità di diffusine di queste, da dieci anni si sta diffondendo in tutto il mondo.

E’ importante sottolineare che questa tecnica necessita di una non breve curva di apprendimento e i migliori risultati si hanno solo in mani esperte.

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Informazioni su Pietro Girardi

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Verona Specializzato in Chirurgia Mini-Invasiva Anca e Chirurgia della Mano Microchirurgia Ricostruttiva. Socio S.I.O.T. (Società italiana di Ortopedia e Traumatologia) - Socio S.I.C.M. (Società italiana di Chirurgia della Mano).