Essendo la algodistrofia (CRPS) una sindrome della quale non si conoscono ancora completamente i motivi di innesco e le reazioni biochimiche che la mantengono, presenta spesso delle difficoltà diagnostiche. E’ nata quindi l’esigenza di una maggior definizione del sintomi e segni che si è concretizzata nei Criteri di Budapest:
- dolore persistente non proporzionato con l’evento scatenante
- Si deve riscontrare almeno un sintomo dei quattro seguenti:
– iperestesia (eccessivo dolore ad uno stimolo doloroso) e/o allodinia (dolore ad uno stimolo che non è doloroso).
– alterazioni della temperatura o del colorito della pelle rispetto all’arto controlaterale.
– edema e/o sudorazione.
– Difficoltà al movimento e/o debolezza, tremori, distonia dell’arto interessato e/o alterazioni trofiche della pelle delle unghie e dei peli.
Si devono evidenziare almeno uno dei seguenti segni:
– Iperalgesia (eccessivo dolore relativamente allo stimolo doloroso) e/o allodinia (dolore provocato da stimoli generalmente non dolorosi)
– Differenza di calore al tatto e del colore della pelle.
– edema (gonfiore) e sudorazione maggiore rispetto al lato opposto.
– Ridotto movimento e/o debolezza, tremore, alterazione del tono muscolare dell’arto colpito e/o alterazione del trofismo della pelle, delle unghie e dei peli.
Assenza di una diagnosi alternativa.
Ricordiamo che per una corretta diagnosi è utile ricorrere ad esami strumentali come l’esame radiografico, la risonanza magnetica, la scintigrafia trifasica ossea, e più raramente la termografia, ed esami prettamente neurologici come il test del riflesso assonale quantitativo submotorio e il blocco del simpatico, il quale ha anche un funzione terapeutica.