La metatarsalgia consiste in un infiammazione cronica con relativo dolore plantare al passo in corrispondenza delle teste metatarsali centrali (II, III, IV metatarsi) associata o meno ad altre deformità delle dita.
Quando la metatrsalgia è ancora lieve in assenza di alterazioni strutturali, o le deformità, come la griffe e/o le lussazioni delle metatarso falangee delle dita centrali non sono strutturate ma riducibili alla sollecitazione manuale.
Il trattamento della metatarsalgia prevede l’utilizzo di plantari anatomici con scarico della zona centrale dell’avampiede e una calzatura con un tacco che non superi i due centimetri.
Nelle fasi avanzate della metatarsalgia quando il dolore non recede con l’utilizzo del plantare dedicato, o le deformità (dita ad artiglio) risultano non ridicibili alla mobilizzazione manuale, o si è già verificata una lussazione delle articolazioni metatarso-falangee, in tal caso l’intervento chirurgico mini invasivo risulta essere l’unica cura per tale patologia.
Se vi è associazione della metatarsalgia con un alluce valgo, risulta necessario la correzione chirurgica anche dell’alluce, allo scopo di eliminare l’interferenza dello stesso sulle altre dita.
Gli interventi chirurgici mini-invasivi hanno lo scopo di eliminare l’iperpressione plantare attraverso il sollevamento della teste o delle teste metatarsali.
L’intervento chirurgico mini-invasivo di Wolf-Jiamenez-De Orio:
- Si esegue una anestesia tronculare.
- Si procede con una incisione dorsale all’avampiede di circa due centimetri per raggiungere il collo del metatarso da correggere.
- Si esegue una sezione del collo asportando un cuneo con base dorsale. La chiusura del gap prevede la rotazione ed il sollevamento della testa che si stabilizza con un filo metallico di Kirschner, oppure con un chiodino riassorbile (in acido polilattico).
- E’ concesso il carico cautelato fin da subito con calzatura a suola rigida. Il filo di K. V rimosso dopo 4 settimane.
Intervento chirurgico mini-invasivo di Osteotomia Metatarsale Distale (DMMO):
- L’anestesia è tronculare.
- Con l’utilizzo di amplificatore di brillanza (scopia -RX) si esegue una incisione cutanea di pochi millimetri al dorso dell’avampiede in corrispondenza del collo del metatarso da trattare.
- Si procede all’osteotomia del collo con una mini-fresa motorizzata. Non vengono utilizzati mezzi di sintesi.
- Si esegue un bendaggio dedicato rinnovato periodicamente per almeno un mese.
- Il carico con cautela viene concesso da subito con una scarpa ortopedica con suola rigida.
- Tale intervento prevede la dorsalizzazione (spostamento in alto) delle teste svincolate con l’eliminazione dell’iperpressione attraverso il passo
Per entrambi gli interventi è previsto che il piede possa indossare una scarpa normale dopo 30 – 40 giorni, anche se il ritorno alla completa normalità per le mansioni quotidiane e la vita lavorativa prevede due o tre mesi dal giorno dell’intervento.