Protesi anca mini invasiva: domande frequenti


Le vie di accesso per l’impianto di protesi anca mini invasiva,sono diverse a seconda delle scuole chirurgiche

La via anteriore prevede un accesso anteriore all’anca e può essere considerata una via mini-invasiva per eccellenza, essendo la via che prevede un taglio cutaneo corto di 5-6 centimetri, la minor offesa dei muscoli e il minor sacrificio di osso.

Viene utilizzata quando le caratteristiche della patologia e del paziente lo permettano.

Protesi anca mini invasiva: domande e risposte

L’intervento di protesi totale d’anca consiste nella sostituzione completa dell’articolazione utilizzando delle protesi in metallo. Attualmente le protesi maggiormente utilizzate sono costruite in lega di titanio, ma possono anche venire cementate all’osso protesi di differenti leghe metalliche.
Si tratta di una tecnica che consente di sostituire l’articolazione con protesi artificiali sicure e durature ripristinando la funzionalità delle articolazioni. La sostituzione protesica dell’anca con tecnica mini invasiva, diversa da quella tradizionale, è la tecnica più all’avanguardia, ma non è una novità per tanti chirurghi ortopedici che eseguono interventi di questo tipo con successo da anni. E’ una novità che ‘riscopre’ una tecnica chirurgica le cui prime tracce risalgono al 1870 con l’aggiunta di materiali tecnologicamente avanzati che consentono la perfetta riuscita dell’intervento. In particolare, fu il chirurgo John Charnley, nei primi anni Sessanta, a fare un grande passo in avanti nel campo della chirurgia protesica dell’anca sviluppando protesi a basso attrito: da queste prime protesi derivano i modelli attuali.
Le ultime pubblicazioni in materia sostengono che l’accesso anteriore diretto miniinvasivo può essere utilizzato in piena sicurezza nella grandissima maggioranza dei pazienti. Pertanto le indicazioni saranno quelle classiche: la coxartrosi primaria, la necrosi della testa del femore, la coxartrosi secondaria a displasia lieve (Crowe 1), la coxartrosi post-traumatica. La accurata selezione dei pazienti comunque non deve mai venir meno. Infatti esistono dei casi in cui tale approccio potrebbe rendere più difficile l’intervento chirurgico ed altri in cui sarebbe addirittura impossibile portarlo a termine. Quindi, oltre alle classiche controindicazioni alla sostituzione protesica totale d’anca, se ne aggiungono di specifiche legate alla via chirurgica. Nelle controindicazioni relative annoveriamo: la grave coxa vara, la coxa protrusa, i soggetti con apparato muscolare molto sviluppato piuttosto che con BMI elevato, la grave osteoporosi, la displasia avanzata (Crowe 2, 3, 4), la coxartrosi con associata subanchilosi. In effetti le suddette situazioni possono essere comunque affrontate da un chirurgo di provata esperienza. Dove nemmeno un abile chirurgo dovrebbe intraprendere la via anteriore diretta mini invasiva, è nelle cosiddette controindicazioni assolute. Queste sono rappresentate dalla distruzione del femore prossimale quale si può verificare in caso di replicazioni metastatiche e nelle relative fratture patologiche
La tecnica mini invasiva ed a risparmio dei tessuti per protesi d’anca offre vantaggi significativi rispetto alla tecnica tradizionale: 1.Ridotte incisioni cutanee (7-8 cm. Per la tecnica con mono incisione per via anteriore diretta, con riduzione delle dimensioni della cicatrice e migliore resa estetica). 2.Ridotto sacrificio del tessuto muscolare e di tessuti tendinei e legamentosi. 3.Ridotto ricovero ospedaliero ( per l’Italia 3-4 giorni ). 4.Precoce riabilitazione. In molti casi riduzione delle perdite ematiche. 5.Accelerato recupero delle attività della vita quotidiana e pronto ritorno all’attività lavorativa.

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I contenuti hanno un carattere puramente informativo e NON devono essere in alcun modo interpretati come sostituenti la visita medica, ossia consigli, diagnosi, prognosi e/o indicazioni di trattamento da parte di medici, operatori sanitari e specialisti, ai quali è sempre opportuno e doveroso fare riferimento per qualsivoglia problema di salute. Modulo di contatto

 

 


Informazioni su Pietro Girardi

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Verona Specializzato in Chirurgia Mini-Invasiva Anca e Chirurgia della Mano Microchirurgia Ricostruttiva. Socio S.I.O.T. (Società italiana di Ortopedia e Traumatologia) - Socio S.I.C.M. (Società italiana di Chirurgia della Mano).

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